La Chiesa della Venenta

L’esterno

L’Oratorio di Santa Maria della Venenta fu eretto nel 1717 su commissione di Pietro Antonio de’ Conti Venenti Totili. In quei tempi era sommo Pontefice Clemente XI, Arcivescovo di Bologna Monsignor Giacomo Boncompagni e reggente la Chiesa Parrocchiale allora Arcipretale di Argelato, Don Antonio Bortaga, il quale pose la prima pietra di questa chiesa con solenni cerimonie il 31 agosto 1717. Un mese e mezzo dopo, ultimata la costruzione della chiesa e corredata di sacri arredi, il 15 ottobre lo stesso Parroco vi celebrò la prima Santa Messa, ricorrendo in quel giorno la festività di Santa Teresa Vergine a cui è dedicato l’altare delle reliquie, essendo già consacrata la Cappella al nome Santissimo di Maria Vergine.


La facciata

Di fianco al portone principale vi sono due finestrelle con al centro un oblò da cui si accede alla visione interna della chiesa. Si narra che un tempo questi due oblò vennero chiusi per restauro e ci fu una sommossa popolare da parte dei contadini che all’alba usavano passare dalla chiesa prima di andare a lavorare nei campi, si inginocchiavano davanti alle due finestrelle e pregavano Maria, guardando attraverso gli oblò il quadro all’interno della chiesa che la raffigura.


San Michele

Sopra il portone d’ingresso vi è una nicchia dove all’interno è collocata un’immagine di San Michele Arcangelo. Nell’estate del 2000 è stata sostituita l’ormai rovinata pittura risalente agli anni ’70 con un mosaico di pregevole fattura donato alla Chiesa da un fedele. San Michele diviene così il simbolo della Chiesa della Venenta: custode e fedele servitore di Gesù.



L’interno

L’interno della Chiesa è stato sottoposto a numerosi restauri per combattere l’umidità, con rifacimento dei muri, del pavimento e con l’installazione di un impianto di riscaldamento. Il tutto è stato opera del sacrificio degli appartenenti alla Comunità, sia residenti che esterni. Una menzione va fatta per l’enorme lampadario in ferro battuto, opera e dono di un giovane amico fabbro, Antonio, prematuramente scomparso. Anche i quadretti della Via Crucis sono stati restaurati così come il portone e tutte le parti in legno che sono ritornate all’antico splendore dopo essere state nascoste per anni sotto alcuni strati di vernice di discutibile bellezza.


Finestre e statue

I finestroni laterali sono opera della Provvidenza Divina. Le vecchie finestre permettevano all’acqua di entrare in maniera copiosa e non vi erano soldi per cambiarle. Una sera venne a trovarci un signore di Reggio Emilia, amico di un amico di amici, vide le finestre e disse: “Domani vi mando un falegname”. Così fu, dopo una settimana avevamo le nuove finestre già montate e di quel signore non ne abbiamo avuto mai più notizia. Tre nicchie poste nelle tre pareti contengono altrettante statue raffiguranti Gesù, Maria e Michele Arcangelo, donate in epoca diversa da fedeli che, ottenute grazie, hanno voluto lasciare una piccola testimonianza della propria riconoscenza.


L’altare

Fino al 1923 l’Oratorio era gestito dalla Parrocchia di Argelato nella persona di Don Giovanni Battaglia che vi risiedeva, insegnava catechismo, celebrava la Santa Messa ed animava la piccola Chiesa. Don Giovanni morì nel 1923 a causa di una cancrena alle gambe, un suo nipote ci ha raccontato che non accettò di operarsi perché “…voleva andare intero davanti al Signore…”. Dopo la sua morte la proprietà della casa, compreso l’oratorio, passò in mani private. La facciata è stata a più riprese rinfrescata e abbellita e l’altare ridipinto.




Il grande quadro

La grande immagine che sovrasta l’altare è formata da due quadri: uno maggiore (che rappresenta i Santi in preghiera, gli Angeli e lo Spirito Santo che illumina l’umanità) ed uno più piccolo posto all’interno di una apertura del grande quadro e che raffigura la Santa Madre con Gesù bambino fra le braccia. I Santi in preghiera sono: (a sinistra) San Silvestro da Nonantola, San Cristoforo, San Benedetto da Norcia, San Rocco, Santa Liberata, Santa Lucia; (a destra) San Filippo, San Espedito, San Antonio, San Francesco di Paola, Santa Teresa, Santa Apollonia.



Il quadro laterale

In epoca recentissima (anno 2002) è stato donato alla Chiesa un grande quadro, opera dell’amico Michele, rappresentante la Santissima Trinità. E’ stato collocato alla destra dell’altare e ne rappresenta una degna cornice e un ottimo spunto di meditazione.



Il Retro
Altre notizie pervenuteci oralmente sono ad esempio che la Chiesa era soprannominata “la Chiesa dei miracoli”. A questo riguardo vi sono infatti diversi quadretti ex-voto che attestano la grazia ricevuta ed un dipinto su legno in cui si vede un uomo cadere da un albero di rovere e sul retro la scritta “…rimase illeso affatto…”. Risale al 5 aprile 1860. Dal 1990 (anno nel quale la Comunità è stata fondata e si è stabilita alla Venenta) ad oggi sono stati celebrati diversi battesimi e matrimoni. Almeno ogni mese si celebra la Santa Messa, questo per poter dare al luogo la sua piena funzione di “Casa del Signore”, sempre aperta a chi vuole pregarlo nell’intimità di una piccola Chiesa.

La lapide

Vi sono due elenchi particolareggiati di queste reliquie catalogate in ordine alfabetico, uno esposto in quadri ed un altro trascritto in un libricino. Sembra che vi fossero persino reliquie di apostoli ed una scheggia della croce su cui fu crocifisso Gesù. Non tutto è stato ritrovato anche perché è di difficile individuazione e catalogazione ciò che rimane dopo l’usura del tempo. Questo è quanto risulta dai documenti ufficiali in nostro possesso, altre notizie ci sono pervenute oralmente da persone che hanno vissuto nel luogo ed attingono ai loro ricordi personali.

Una lapide murata nel retro della Chiesa attesta la data di costruzione e la presenza di reliquie sacre riguardanti Cristo e Maria. Queste e molte altre reliquie furono raccolte nel tempo dal nobile della casata dei Venenti Totili, che fece dei viaggi anche in Terra Santa.