La Storia della Comunità

Le radici di questa Comunità risalgono alla fine degli anni settanta, quando alcuni laici di profonda fede cristiana decisero di mettere in pratica l’insegnamento di nostro Signore Gesù Cristo nella fratellanza, carità e comunione.

Inizialmente ci fu un cammino individuale, attraverso situazioni di sofferenza umana, nate dalla difficoltà di vivere il quotidiano, senza il reale e concreto appoggio di una fede matura e responsabile. Questo cammino portò alla consapevolezza che solo l’Amore di Cristo può aiutare a superare le miserie ed i problemi umani. Conseguenza di questa ricerca individuale fu la volontà di incontrare fratelli che avevano vissuto gli stessi problemi ed erano alla ricerca della stessa verità.

Da questi incontri nacque un rapporto di fraterna amicizia che portò a stabilire riunioni periodiche nelle proprie abitazioni dove, oltre al confronto delle rispettive problematiche, si approfondiva la conoscenza delle Sacre Scritture. Il comune desiderio di intensificare questi incontri trovò ostacolo nelle lamentele dei vicini di casa e nel crescente numero di coloro che volevano parteciparvi… il perché? Lo racconta Rossella: “Eravamo un bel gruppo in questi incontri settimanali…serali! E proprio per questo, nel tempo, creavamo problemi di confusione e rumore ai vicini di casa della famiglia ospitante. Era nata così l’idea di prendere in affitto una casa in campagna condividendo le spese, non solo per incontrarci senza disturbare nessuno, ma anche per passare dei fine settimana insieme alle nostre famiglie ed amici per condividere una grigliata o una spaghettata, mentre i nostri figli giocavano liberamente nel prato. La casa che avevamo trovato nella campagna di Budrio era inabitabile, non vi era cucina, non vi era bagno, le camere al piano di sopra avevano il pavimento con alcuni buchi che si affacciavano al piano di sotto, macerie sparse ovunque e impianto idrico inesistente… vi era però il pozzo funzionante nel giardino!
Era una sfida che avevamo accettato subito e con entusiasmo: dovevamo renderla abitabile! Per quattro mesi, tutti i fine settimana ci siamo trovati insieme a lavorare per rendere vivibile la casa, ci improvvisavamo carpentieri, muratori, idraulici… senza mai averlo fatto realmente come mestiere! Il risultato? Direi ottimo e senza dilungarmi nei particolari, l’avevamo resa abitabile in poco tempo. E’ proprio nel passare insieme tanto tempo, lavorando e condividendo ogni cosa, che ci siamo accorti del fatto straordinario che era avvenuto in noi: non avevamo ricostruito una casa, avevamo costruito il nostro futuro. Era nata una vocazione dentro di noi che ci fece dapprima desiderare di vivere insieme per poi andare verso l’aiuto del prossimo”.

Era il 1990 quando le quattro famiglie fondatrici vendettero i loro appartamenti e acquistarono insieme la casa che oggi costituisce la sede della Comunità.

“Abbiamo venduto le nostre case ed acquistato la struttura di Argelato, in via Venenta, ecco il perché del nome. La vita quotidiana fin dall’inizio era condivisa attraverso gli spazi comuni nei momenti dedicati ai pasti, alla progettazione e organizzazione interna della casa e delle attività connesse ma soprattutto nella testimonianza cristiana calata nella vita di ogni giorno. Chi ci ha sempre spronati in questa strada è colui che ha fondato questa Comunità, Enzo Guermandi, capo carismatico e punto di riferimento per tutti noi”.

Racconta Enzo:“Avevo solo diciotto anni, grazia di DIO e buon umore quando cominciai nei posti più impensati, nelle case di amici, ora di uno e ora di un altro, riunivo questo gruppetto di persone in piena libertà, parlando e portando un Cristo vivo in mezzo a noi. La comunità nacque piccola, non era altro che l’aspirazione di uno che si sforzava di fare ciò che Dio gli chiedeva. Così finalmente dopo varie peripezie, nel marzo del 1990 nasce la comunità. Come? Come dicevo, dopo varie peripezie riunendoci dov’era possibile, insieme ad altre quattro famiglie, Cristo ci guidò ad una scelta ben precisa. Vendemmo tutto quello che avevamo e decidemmo di vivere insieme ed insieme operare per cercare di fare la Sua volontà. Altre famiglie si unirono a noi e acquistammo una casa con annessa chiesetta dedita al culto. Per quanto mi riguarda, il Padre aveva dato i mezzi e ora toccava a noi proseguire. Perché ho fondato la comunità? Le opere che nascono dalla volontà di Dio non hanno altra spiegazione che il desiderio divino di utilizzarle come espressione della Sua volontà salvifica universale. L’ho fondata per far sapere a uomini e donne di tutti i paesi di qualsiasi condizione, razza, lingua o ambiente di qualsiasi stato, celibi, sposati, vedovi, sacerdoti o persone con qualsiasi problema personale, che possono amare e servire Dio senza per questo smettere il loro lavoro ordinario, con la propria famiglia, nelle svariate e comuni relazioni sociali. È stata fondata senza alcun mezzo umano”.

I primi otto anni di convivenza servirono per consolidare il gruppo familiare residente ed il gruppo esterno che, con costanza ed amore, è stato vicino alla Comunità fino a sentirlo comunque parte della famiglia. In questi anni vi furono persone che si sono aggiunte al gruppo originario ed altre che, al contrario, ne uscirono, non riconoscendo in quell’esperienza l’attuazione delle proprie vocazioni.

Sempre a metà degli anni 90 fu avviato un servizio di “Punto d’ascolto”, inizialmente svolto presso il dopolavoro ferroviario di Bologna, dove per due mattine alla settimana, i volontari della Comunità erano a disposizione di persone e famiglie in situazione di disagio per offrire informazioni di ogni genere e distribuire gratuitamente prodotti alimentari e di abbigliamento. Oggi questo servizio, grazie anche al contributo di diverse realtà della grande distribuzione, si è evoluto in un punto di distribuzione dove, al venerdì mattina, presso un locale sito a San Giorgio di Piano, la Comunità distribuisce generi alimentari a centinaia di famiglie in difficoltà.

Nel 1995 nacque il progetto “Strada Ferrata”, volto all’assistenza di persone in grave difficoltà, senza fissa dimora e spesso senza cibo. Al mercoledì sera ci si incontrava presso la stazione ferroviaria di Bologna, dove si iniziava con un momento di preghiera nella piccola cappella della stazione, poi si continuava con la distribuzione di pasti freddi, generi di conforto, abbigliamento, coperte e quant’altro necessario, presso il piazzale est. Questo servizio è stato svolto da residenti e volontari della Comunità per oltre 20 anni.

Dal 1998, la Comunità iniziò ad ampliare il servizio all’interno della struttura principale, offrendo inizialmente accoglienza a persone disagiate segnalate da enti o servizi territoriali: rifugiati politici, ragazze madri, ex prostitute, donne vittime di violenza domestica… tuttavia nel tempo si è constatato che accogliere ad aiutare contemporaneamente persone con problemi e disagi tanto diversi non portava a risultati soddisfacenti, così ci si è interrogati su quale fosse il settore più adatto dove concentrare gli sforzi. Essendo la Comunità una grande famiglia, si è deciso di intervenire proprio nel disagio famigliare.

Nell’ottobre del 2000 la Comunità si è costituita associazione giuridica riconosciuta, attuando una collaborazione con i Servizi Sociali territoriali per l’accoglienza di donne sole con disagi o difficoltà, gestanti e mamme con i propri bambini, sviluppando una particolare attenzione e sensibilità verso quelle mamme con difficoltà a percepire la propria identità genitoriale e con il bisogno di essere sostenute in un percorso di crescita individuale e relazionale con i propri figli. Queste mamme vengono seguite da un’equipe educativa professionale e, nel contempo, possono contare sull’aiuto e sull’ascolto da tutti gli abitanti della Comunità e dai volontari che la frequentano. Nel 2011, a supporto dell’associazione e in continuità con i suoi valori e i suoi principi di riferimento, nasce la cooperativa sociale La Venenta Onlus, che eroga servizi socio-educativi ed offre opportunità di lavoro e formazione alle donne accolte all’interno delle strutture che gestisce ma anche a molte altre persone svantaggiate seguite dai Servizi Sociali territoriali. La Cooperativa edita su un proprio sito dedicato